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Dal 1º giugno al 20 ottobre
ore 14.00-17.00.

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Lunedì chiuso.
 
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Giovanni Giacometti



Nasce il 7 marzo 1868 a Stampa, da Alberto e Caterina Ottilia Santi. Dopo aver frequentato le scuole a Stampa, Giovanni trascorre dal 1884 due anni alla Scuola Cantonale di Coira. Data la sua grande attitudine per il disegno viene incoraggiato dalla sua insegnante a intraprendere la carriera artistica.

Nel 1886 si trasferisce a Monaco dove si iscrive ai corsi della Scuola di Arti Decorative; qui conosce il grande amico della sua vita Cuno Amiet. Insieme frequentano i caffè per osservare la gente e prendere spunto per i loro schizzi dal vero. Oltre al disegno Giovanni coltiva anche le materie umanistiche. Dopo un breve rientro a Stampa e un soggiorno a Bellinzona per gli obblighi del servizio militare, prosegue il suo periodo di formazione a Monaco lavorando insieme a Amiet e nel 1888 esegue i suoi primi ritratti ad olio.

In una mostra internazionale tenutasi a Palazzo di Vetro i due amici conoscono l'impressionismo francese. A seguito anche dell'incontro con il giovane pittore Andrea Robbi, che gli parla dell'Accademia Julian da lui frequentata a Parigi, decide, assecondato dai genitori, di seguire questa strada. Nel 1889, al Salon du Printemps, Giovanni rimane colpito dalla bellezza di alcuni quadri in cui riconosce le sue montagne: è il primo incontro con l'arte di Giovanni Segantini. Le difficili condizioni finanziarie della famiglia non gli permettono di rimanere a Parigi e nel 1891 è di nuovo a Stampa.

È un periodo di solitudine e di mancanza di stimoli. Ma con l'esposizione del primo quadro alla II Nationale Kunstausstellung di Berna e la commissione di un ritratto ottiene un piccolo guadagno che lo incoraggia a intraprendere un viaggio in Italia. Visita prima Roma e poi Napoli, ma indebolito dai disagi e dal poco cibo decide di tornare nella Val Bregaglia.

In seguito avviene l'incontro con Segantini. Nel 1897 il maestro concepisce l'idea di un gigantesco panorama dell'Engandina, da realizzare per il Padiglione svizzero all'Esposizione universale di Parigi del 1900. Propone a Giovanni di collaborare all'esecuzione delle grandi tele, ma il progetto viene abbandonato per mancanza di fondi. Con Amiet e Hodler, Giovanni riesce a esporre in una mostra a Zurigo e qui ottiene i primi successi.

Nel 1900 sposa Annette Stampa e si stabilisce a Borgonovo, dove nascono Alberto (1901), cui fa da padrino Cuno Amiet, Diego (1902) e Ottilia (1903). Poi la famiglia si trasferisce a Stampa. Finalmente, dopo aver raggiunto uno stato di equilibrio di affetti domestici e di ritmi lavorativi regolari, Giovanni vive un periodo di grande emancipazione creativa. Nel 1901 partecipa alla Kunstausstellung di Monaco e nel 1903 espone al Künstlerhaus di Zurigo, riscuotendo in entrambe le occasioni grande successo. Giovanni ha modo di conoscere l'arte di Van Gogh e da qui trae nuova fonte di ispirazione. Nel 1907 nasce il figlio Bruno.

Nel settembre viene invitato a esporre con i pittori della Brücke a Dresda. Nel 1912 riscuote un gran successo al Künstlerhaus di Zurigo esponendo 50 opere, nel 1920 alla Kunsthalle di Berna sono esposte 128 sue opere. Segue un rallentamento dell'attività con lo scoppio della guerra mondiale. Trascorre gli ultimi anni nella tranquilla Stampa.
Muore il 25 giugno del 1933.

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