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Società culturale di Bregaglia

La
Società culturale di Bregaglia è praticamente nata, sotto altro nome, nel 1942 quando sono state costituite le varie sezioni della Pro Grigioni Italiano (PGI). Per motivi vari fino al 1986 non è mai stata una sezione vera e propria, limitandosi a riconoscere la PGI quale organo cappello per la distribuzione dei contributi federali a cantonali e collaborando alle pubblicazioni della PGI, Almanacco e Quaderni. A questa stregua l'acquisto e il restauro della Ciäsa Granda negli anni cinquanta -con tutto quanto ne è seguito- ha fatto in modo che l'antica casa patrizia di Stampa diventasse un importante punto di riferimento in relazione a tante attività della società.
A partire dal 1986 la Società culturale è a pieno titolo sezione di valle della PGI, come Poschiavo e il Moesano. Oltre al nome (cui i bregagliotti ci tengono) è anche proprietaria della sala Giacometti-Varlin e dell'atelier di Giovanni e Alberto Giacometti.
Lo scopo che si prefigge è quello da un canto di salvaguardare e coltivare e dall'altro di incentivare e promuovere la nostra cultura locale e regionale con tutta una serie d'interventi, manifestazioni, collaborazioni, ecc. mirate anche ad uscire da un ambito che potrebbe rivelarsi ristretto.
La direzione è composta di cinque membri che designa i responsabili del museo Ciäsa Granda + sala Giacometti-Varlin, dell'Archivio storico, dell'Artigianale Bregaglia, del Giardino del suono, nonché i rappresentanti della Fondazione Garbald e dell'AtelierSegantini. Questi sono affiancati alla direzione.
Data l'esiguità della popolazione la società-sezione si preoccupa così di coinvolgere enti e società con scopi affini che si interpellano per stilare il programma annuo. È stata denominata commissione direttiva propositiva.
Scarica gli statuti della Società culturale. 

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