A Castasegna, appena oltre il confine italo-svizzero di val Bregaglia, a lato della strada che attraversa in centro il paese, spicca una chiesa, dal 1974 anche sala comunitaria: è la chiesa protestante della Trinità, la cui costruzione ha qualche aggancio con Chiavenna. Si sa dalla "Cronaca della valle Bregaglia" di Gaudenzio Giovanoli, stampata da Ogna a Chiavenna nel 1910, che la sua erezione, iniziata nell'agosto del 1659, fu affidata ai mastri Francesco Panzera e ai fratelli Giovanni e Giovan Battista Casarino dai deputati alla fabbrica, che erano il vicario Agostino Gadina Torriani di Coltura, Antonio Maffei, Giacomo Gianotti e il fabbro Godenzo Marolli.
Il terreno fu in parte comperato e in parte donato da due Salis Soglio: il governatore Antonio e il capitano Federico. I mastri si impegnarono, in cambio di 500 ducatoni e 36 brente di vino (quasi 40 ettolitri!) da fornire sul cantiere, a "far la giesa simile a quella di capucini a Chiavenna, solo - si aggiunse com'era d'uso allora - la voliamo più alta con una bella cornice attorno alle due porte e il campanile fabbricato di altezza fino alla collmegna della giesa". La chiesa dei cappuccini di Chiavenna, dedicata a san Giuseppe, era stata costruita da meno di vent'anni, essendo stata benedetta nel 1641 e consacrata sette anni dopo. Sarà chiusa, insieme all'annesso convento, da un decreto napoleonico del 1810, oggi è proprietà comunale, ma in gestione alla Comunità montana.
Evidentemente piacque ai protestanti lo stile sobrio dei cappuccini, come risulta anche in altre loro chiese vicine: così è quella dell'ex convento di Domaso o quella, non più esistente, del convento di Sondrio, sull'altura dov'è oggi il convitto nazionale. A Castasegna fu aggiunto il campanile, che manca a Chiavenna, anche se nel contratto ci si limitò a un primo lotto fino al colmo del tetto della chiesa.
L'anno dopo, con atto dell'8 maggio 1660, i deputati alla costruzione della chiesa, tranne il Maffei, riuniti a Chiavenna nella casa del notaio Giovan Antonimo Pini, delegavano Giovan Battista Bottagisi a riscuotere dalla comunità cattolica di Chiavenna quei 400 fiorini in moneta di Coira a cui li aveva obbligati un decreto emesso dai Grigioni nell'ultima dieta di Ilanz. Evidentemente il contributo imposto alla comunità di Chiavenna per la costruzione della chiesa riformata di Castasegna era in relazione al fatto che i riformati chiavennaschi dovevano portarsi lassù per il culto, non essendo più permesso in valle in seguito al capitolato di Milano del 1639.
Gentilmente concesso da "La Provincia di Sondrio", 18.12.2005.

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