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È la sezione in cui pubblichiamo le immagini della Bregaglia da voi inviate. |
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Qui la Bregaglia

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Apprendisti
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ilBernina |
30.4.2010 |
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Fatiche di dieci apprendisti della Scuola Professionale di Poschiavo, di cui due "bregagliotti". Come d'abitudine, gli apprendisti artigiani del quarto anno svolgono un lavoro individuale di approfondimento (LIA). Ecco i riassunti.
La diga Albigna
Mi chiamo Riccardo Rogantini, abito a Castasegna e lavoro presso la ditta B+L Pedroni a Vicosoprano. Come tema per il mio lavoro individuale d'approfondimento (LIA) ho scelto la diga Albigna, un simbolo molto importante per la Val Bregaglia.
Il lavoro l'ho svolto in tre tappe, dapprima ho cercato informazioni presso gli uffici dell EWZ a Vicosoprano e con l'aiuto di alcuni impiegati, che ringrazio, ho cominciato a scrivere la storia della diga e i lavori di costruzione. La seconda tappa mi ha portato all'interno delle mura della diga. Grazie al signor Renzo Giovanoli ho potuto assistere alle varie misurazioni che si svolgono sul luogo, esperienza fantastica e colma d'informazioni. Per finire ho effettuato un'intervista al signor Ugo Chiesa, impiegato nella costruzione della diga negli anni 1956-1960.
Sono soddisfatto del lavoro svolto e felice di essere giunto a fine tirocinio. Ringrazio ancora tutti coloro che mi hanno aiutato e la mia famiglia che mi è sempre stata vicina nei momenti difficili.
Riccardo Rogantini

La mobilia engadinese
Mi chiamo Francesco Borer e abito in Engadina da tredici anni. Grazie alla mia professione di falegname ho avuto la possibilità di visitare alcune abitazioni tipiche e tradizionali di questa valle.
Essendo già appassionato di antichità in generale, sono subito rimasto affascinato dalle particolari costruzioni e delle caratteristiche al suo interno. Per questo motivo ho scelto come argomento per il mio LIA la mobilia engadinese nel passato. Questo mio breve scritto riassume a grandi linee alcuni avvenimenti storici che hanno condizionato la crescita culturale in Engadina.
Edifici e oggetti nascondono singolarmente una propria storia: credenze e simboli sono stati conservati fino ai nostri giorni, tramandati da moltissime generazioni grazie ad un forte legame con le tradizioni e nel grande rispetto verso gli antichi manufatti.
Inoltre, ho descritto ed elencato le caratteristiche di un mobile della mia collezione ed ho svolto un'intervista ad uno dei maggiori conoscitori della mobilia engadinese: Urs Ettlin. Grazie al mobile-esempio e all'intervista è stato possibile arricchire la ricerca con nuove informazioni riguardo alla disposizione della mobilia all'interno e al suo utilizzo nel passato con i cambiamenti ed adattamenti subentrati nel corso del tempo.
Francesco Borer

Articolo ilBernina
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