Chi pensa che la storia dei ghiacciai che si ritirano sia tutta un'esagerazione si sbaglia. Da circa cento anni molti ghiacciai sono regolarmente misurati e la diminuzione delle loro dimensioni è un fatto.
Anche in Bregaglia c'è un ghiacciaio sotto osservazione, quello del Forno. Ne viene misurata la lingua, cioè il margine basso. Dal 2004 al 2005 si è accorciata di ben 42 metri. Nel 1890 arrivava quasi a Plan Canin.
Dal 2000 a oggi, la misurazione è fatta con il sistema GPS, che utilizza i satelliti artificiali che sono nell'orbita terrestre. Prima si misurava con il metro, facendo riferimento a punti fissi sul terreno. Responsabili dell'osservazione del ghiacciaio del Forno sono l'Ufficio forestale del Comune di Stampa e l'Ufficio regionale del Grigioni meridionale, nelle persone di Marcello Negrini e Curdin Mengelt.
"Andiamo sul ghiacciaio ogni anno nello stesso periodo – spiega Marcello – fra la fine di agosto e l'inizio di settembre. Dobbiamo scegliere il momento in cui ci siano almeno cinque satelliti sulla zona, perché è da lì che partono i segnali. Noi abbiamo in mano un apparecchio ricevente (come una radio ricetrasmittente, si potrebbe dire) che registra gli impulsi e rimanda un segnale. In circa 15 minuti percorriamo il bordo della lingua del ghiacciaio e se tutto va bene abbiamo i dati necessari. Tornati in ufficio, tramite un sito internet e un apposito programma, facciamo le correzioni che occorrono (perché i satelliti possono trovarsi a quote diverse) e otteniamo la misura corretta".
Quanto ghiaccio si sta perdendo? " È difficile dirlo, – risponde Marcello – perché noi misuriamo soltanto la lunghezza, ma si vede a occhio che anche l'altezza dimunisce considerevolmente. Ci sono ghiacciai che sono calati di tre, quattro metri. E poi noi ne misuriamo soltanto uno in Valle, ma è evidente che anche gli altri ghiacciai, come Bondasca e Albigna, si stanno rimpicciolendo".
Le conseguenze di questo fenomeno sono molteplici ed è lo stesso osservatore a segnalarne una locale: "Già adesso l'accesso alla Capanna del Forno è diventato più pericoloso, perché dove il ghiaccio non c'è più bisogna camminare e salire su un terreno instabile". Oltre al rischio di smottamento dei terreni emergenti, ci sono molte altre conseguenze: l'innalzamento del livello dei mari produrrà l'inondazione delle coste, ci saranno sempre più periodi di eccesso di acqua e di siccità, le piante e gli animali dovranno adattarsi ai nuovi ambienti o estinguersi, la riduzione della neve sulle montagne avrà ripercussioni sul turismo invernale, e tanto altro.

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