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Ghiacciaio del Forno

Nel 1890 lambiva Plan Canin

di Silvia Rutigliano
8.12.2005

 

Chi pensa che la storia dei ghiacciai che si ritirano sia tutta un'esagerazione si sbaglia. Da circa cento anni molti ghiacciai sono regolarmente misurati e la diminuzione delle loro dimensioni è un fatto.

Anche in Bregaglia c'è un ghiacciaio sotto osservazione, quello del Forno. Ne viene misurata la lingua, cioè il margine basso. Dal 2004 al 2005 si è accorciata di ben 42 metri. Nel 1890 arrivava quasi a Plan Canin.

Dal 2000 a oggi, la misurazione è fatta con il sistema GPS, che utilizza i satelliti artificiali che sono nell'orbita terrestre. Prima si misurava con il metro, facendo riferimento a punti fissi sul terreno. Responsabili dell'osservazione del ghiacciaio del Forno sono l'Ufficio forestale del Comune di Stampa e l'Ufficio regionale del Grigioni meridionale, nelle persone di Marcello Negrini e Curdin Mengelt.

"Andiamo sul ghiacciaio ogni anno nello stesso periodo – spiega Marcello – fra la fine di agosto e l'inizio di settembre. Dobbiamo scegliere il momento in cui ci siano almeno cinque satelliti sulla zona, perché è da lì che partono i segnali. Noi abbiamo in mano un apparecchio ricevente (come una radio ricetrasmittente, si potrebbe dire) che registra gli impulsi e rimanda un segnale. In circa 15 minuti percorriamo il bordo della lingua del ghiacciaio e se tutto va bene abbiamo i dati necessari. Tornati in ufficio, tramite un sito internet e un apposito programma, facciamo le correzioni che occorrono (perché i satelliti possono trovarsi a quote diverse) e otteniamo la misura corretta".

Quanto ghiaccio si sta perdendo? " È difficile dirlo, – risponde Marcello – perché noi misuriamo soltanto la lunghezza, ma si vede a occhio che anche l'altezza dimunisce considerevolmente. Ci sono  ghiacciai che sono calati di tre, quattro metri. E poi noi ne misuriamo soltanto uno in Valle, ma è evidente che anche gli altri ghiacciai, come Bondasca  e Albigna, si stanno rimpicciolendo".

Le conseguenze di questo fenomeno sono molteplici ed è lo stesso osservatore a segnalarne una locale: "Già adesso l'accesso alla Capanna del Forno è diventato più pericoloso, perché dove il ghiaccio non c'è più bisogna camminare e salire su un terreno instabile". Oltre al rischio di smottamento dei terreni emergenti, ci sono molte altre conseguenze: l'innalzamento del livello dei mari produrrà l'inondazione delle coste, ci saranno sempre più periodi di eccesso di acqua e di siccità, le piante e gli animali dovranno adattarsi ai nuovi ambienti o estinguersi, la riduzione della neve sulle montagne avrà ripercussioni sul turismo invernale, e tanto altro.




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