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Novità e diversità: occasioni di crescita anche per la scuola

Ispettorato scolastico del Grigioni italiano

Dante Peduzzi
24.8.2006

 

Un anno fa di questi tempi ero incollato alla tastiera per redigere la tradizionale lettera di saluto che l’ispettore scolastico rivolge alle autorità, ai genitori ed insegnanti per il tramite della stampa locale. Mi sembra ieri. Il tempo é volato così veloce anche perché coloro che sono stati coinvolti nella gestione della scuola del Grigioni italiano l’anno scorso hanno partecipato con interesse e con impegno, nei momenti belli, che sono stati la stragrande maggioranza, ma anche negli inevitabili momenti di tensione. Ringrazio tutti di cuore.

La riflessione che propongo per l’anno scolastico che sta per iniziare gira attorno ai temi della complessità, della diversità e delle novità che ci stanno toccando un po’ in tutti gli ambiti del nostro vivere sociale.

È ormai chiaro che, in seguito alla crescente internazionalizzazione dei sistemi di vita, le strutture tradizionali e i loro ruoli siano in rapida trasformazione. Persone di diversa provenienza, differente cultura, religione, educazione, competenze, di diversa età, sesso e senso dell'umore sono obbligate a convivere a scuola e nelle istituzioni così come sul posto di lavoro. Anche alle nostre latitudini alcuni cambiamenti delle strutture e dei contenuti sono stati catapultati dall'evoluzione sociale all'interno nel mondo della scuola: penso al programma di base 2010, alla riforma dei curricoli di formazione pedagogica, ai nuovi testi didattici, ecc. ecc., novità che sono spesso guardate con un certo scetticismo anche dagli addetti ai lavori, proposte che possono intaccare anche le certezze più salde. Ci sentiamo sicuri su quanto fatto sin qui, perché cambiare? Perché impegnarci tanto per progetti interdisciplinari, coordinamenti a livello nazionale, valutazione delle competenze-chiave, ecc. quando le conoscenze di base scricchiolano? Perché spiegare tutto verso l'esterno in colloqui sempre più frequenti ed impegnativi con genitori ed autorità? Fino a che limite dobbiamo spingere l'integrazione di bambini appena arrivati dall'estero? Perché insistere sulle valutazioni, quando per decenni la scuola ha funzionato ugualmente senza valutazioni? E poi, non é che le novità mettano in pericolo le nostre tradizioni? Bisogna proprio seguire questo trend permanente di cambiamenti? Tutte domande legittime e frequenti, generate da un mondo in rapida evoluzione alla quale la scuola non potrà sottrarsi.

Tradizionalmente la scuola vuole colmare delle lacune nella formazione, tenta di ricuperare ciò che un allievo ha perso, di adattare la diversità alla norma, di correggere ciò che si é fatto di sbagliato. Questo modo di agire non va solo criticato, ci mancherebbe, ma risolve solo una parte del problema. I cambiamenti in atto richiedono un’ulteriore impostazione in quanto le novità e le diversità all'interno delle aule sono aumentate, generando in alcuni casi, delle situazioni nuove ed impreviste. Come orientarsi verso le risorse diverse che un allievo porta con sé per valorizzare i potenziali individuali e condividerli con la classe? Come anticipare e rispondere alle crescenti esigenze imposte alla scuola oggi? Come affrontare un colloquio con genitori di allievi che conoscono poco la lingua del luogo, che sono estati educati in altre culture?

Ci si rende conto che, anche alle nostre latitudini, la scuola non é più quella di 10 anni fa. Ecco perché le novità e le diversità all'interno della scuola andranno vissute come opportunità. Si deve imparare in fretta a scambiarsi informazioni e competenze per risolvere problemi comuni.

Occorre preparare dei futuri adulti in modo che sappiano affrontare la crescente complessità della vita, dobbiamo renderci conto che l’apprendere non é soltanto un fatto individuale, ma presenta degli aspetti collettivi e sociali. La scuola come istituzione, ma anche le singole sedi, dovranno decidersi come agire all’interno di questa complessità, per esempio collaborando più strettamente scambiandosi materiali ed esperienze, razionalizzando forze, idee e progetti, affrontare assieme le novità in modo trasparente, dinamico e, soprattutto, con un ragionato ottimismo.

A livello di Grigioni italiano diverse sedi scolastiche e diversi insegnanti hanno già cominciato spontaneamente a coordinare i loro programmi, a pianificare in comune alcuni progetti. Ci si scambia pareri, si cerca di affrontare assieme situazioni di crisi, di trovare delle strategie comuni in modo da affrontare con professionalità le nuove situazioni. Tuttavia esistono ancora classi troppo isolate il cui raggio d’azione é definito dal maestro, dal palazzo scolastico o dai confini comunali. Qui non ci si é ancora resi conto dei cambiamenti in atto.

In tutte le Valli del Grigioni italiano si assiste comunque, complice anche la situazione demografica, a dei progetti di riorganizzazione delle strutture, progetti finalizzati all’offerta di una maggiore qualità nell'insegnamento e ad una maggiore razionalizzazione delle risorse e degli spazi. Spesso questi progetti si scontrano con altri interessi particolari, non sempre trasparenti, protetti dietro il paravento dell'autonomia comunale.

Occorre pensare che la scuola sta cambiando parallelamente alla società e che, anche a livello di organizzazioni scolastiche, dovremo sapere dare delle risposte nuove e coraggiose che poggiamo su quanto si é costruito in passato. Penso comunque che ci stiamo incamminando sulla buona strada, ci stiamo confrontando con delle proposte impensabili ancora una ventina d’anni fa, situazioni che ci obbligano a trovare nuove formule operative, occasioni che ci permettono di verificare quanto (ed é molto!) di buono é stato realizzato sin qui. In ogni caso ci stiamo già confrontando con la diversità senza paura del futuro e questo é un segnale di evoluzione. Il problema é il tempo: permetteranno le nostre strutture democratiche di agire in tempo utile? D'altronde ogni nuova strategia necessità di un tempo di maturazione senza il quale si producono solo danni.

Alla base di tutto, comunque, a scuola resta sempre la qualità dell'insegnamento. Il prossimo turno di valutazione sarà incentrato proprio sull’insegnamento. Anche qui é una risposta concreta alle nuove esigenze di verificare le competenze acquisite dai giovani dopo determinati curricoli di studio. Indagini socio-pedagogiche come PISA, ecc. hanno dimostrato che non siamo i primi della classe, ma che siamo ben piazzati. L'obiettivo é quello di migliorare sempre più. Come? Restando attenti all'evoluzione nei settori formativi, considerando le novità e le diversità come un’occasione di crescita e non come un impedimento, partecipando attivamente alla crescita del nostro sistema scolastico senza rinnegare le nostre specificità e le strutture che restano funzionali.

Auguro gli allievi ed ai loro genitori, alle colleghe ed ai colleghi insegnanti, alle autorità un buon anno scolastico che guardi con fiducia verso il futuro, con riconoscenza verso coloro che ci hanno preparato un'ottima base di partenza verso nuovi obiettivi.

Dante Peduzzi Ispettore scolastico del Grigioni italiano




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