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Comunicato stampa

Associazione italo svizzera scavi di Piuro

di Gianni Lisignoli
12.12.2005

 

Come preannunciato agli organi di stampa, venerdì 9 dicembre, si è svolto presso il cine-oratorio di Borgonuovo di Piuro, l'incontro dell'Associazione italo-svizzera per gli scavi di Piuro con la popolazione. Scopo quello di portare la stessa a conoscenza delle iniziative che il sodalizio, presieduto da quest'anno da Gianni Lisignoli, intende portare avanti per la valorizzazione e la tutela dei reperti dell'antica Piuro sepolta sotto la frana del 4 settembre 1618. Nutrito e selezionato il pubblico presente che ha seguito attentamente le varie fasi dell'incontro aperto dal moderatore, lo storico Guido Scaramellini. A seguire gli interventi del sindaco di Piuro, Paolo Lisignoli, che ha sottolineato come appoggiando queste iniziative Piuro "possa porsi al centro di un nuovo turismo culturale", del presidente della Comunità montana della Valchiavenna, Lucia Buzzetti, che ha confermato l’impegno della Cm verso i progetti in esame "col nostro organico e col direttore del museo della Valchiavenna. Vedremo – ha aggiunto – di trovare qualche risorsa nonostante i bilanci siano scarni".

Il presidente Buzzetti ha poi sottolineato l'importanza della collaborazione, su questo fronte, di istituzioni, associazioni e scuole (partecipa infatti al progetto anche l'Istituto tecnico, commerciale, per geometri e liceo scientifico Leonardo da Vinci). A prendere la parola è poi stato Gianni Lisignoli, che ha ripercorso le tappe del progetto. "Mi sono relazionato – ha detto – con soggetti pubblici e privati che avevano mostrato interesse per la valorizzazione della storia di Piuro, la rivalutazione della pietra ollare, l'ampliamento del museo (presso la chiesa di Sant'Abbondio) al fine di dotarlo dei requisiti per ospitare tutti i reperti di Piuro ora dislocati in parte presso i magazzini del municipio, in parte presso il museo di Valchiavenna. È stata subito intesa anche con il parroco di Borgonuovo, don Francesco Crepella, per non dire del consenso e dell'appoggio garantito dall'assessorato regionale alla cultura e in particolare dall'assessore Ettore Albertoni. Abbiamo poi pensato di coinvolgere le scuole per effettuare dei rilievi sull’area di Belfort, su cui ai tempi sorgeva uno dei palazzi dei Vertemate e situata sotto lo stabilimento Frisia, (i cui vertici si sono peraltro detti interessati ad una partecipazione attiva all’iniziativa), a Borgonuovo. E abbiamo trovato adesione convinta da parte del preside dell'Istituto Leonardo da Vinci, Giuseppe Guanella, e di diversi insegnanti".

Oltre alla rivalutazione della pietra ollare (forte anche del fatto che non esiste nell’arco alpino un’area così vasta di estrazione di questa pietra in trone – cave – profonde fino a 150 metri), al progetto di ampliamento del museo, e ai rilievi a Belfort, i membri del sodalizio pensano anche alla realizzazione di un video per mostrare l’evento frana in modo dinamico, all'allestimento di un sito internet, in questo caso con l'appoggio del Comune, alla salvaguardia del campanile di Roncaglia e alla verifica con analisi sul terreno dell’esistenza di siti su cui avviare nuovi scavi. "Su queste iniziative – ha concluso Lisignoli – abbiamo avuto anche grande appoggio dagli svizzeri e precisamente dai sindaci di Castasegna e Bondo e dal presidente della Bregaglia svizzera, mentre alcuni professori dell'università di Mainz(Magonza) si sono detti disposti a mettersi in contatto con l’associazione". La serata è proseguita con gli interventi dei tecnici che hanno messo a punto studi preliminari sulla valorizzazione della pietra ollare (il grafico Sergio Castelletti, l'ingegner Giuliano Visinoni, la geologa Mariantonia Ferracin) e il rifacimento del museo e la riapertura di nuovi scavi (l'archeologo Maurizio Rossi e l’ingegnere minerario Pierantonio Cian).

Con riguardo alla valorizzazione della pietra gli interventi sono finalizzati alla creazione di percorsi tematici specifici, al potenziamento delle strutture museali e delle strutture logistiche, alla creazione di percorsi ciclopedonali lungo la Mera e gli antichi crotti. Con riguardo al rifacimento del museo Rossi ha spiegato come "Negli anni '60 non c'era ancora l'archeologia medioevale, né quella postmedioevale. Si tratterebbe quindi di rivalutare i materiali raccolti alla luce delle novità in seguito intervenute". Rossi ha rimarcato il valore della documentazione archeologica di Piuro in quanto consentirebbe di avere un quadro completo di quella che era la vita quotidiana. Con riguardo all"area Belfort è stato stilato un programma per l'allestimento di un nuovo sito archeologico ed è già in corso il disboscamento. Verranno poi effettuati rilievi planialtimetrici delle strutture presenti con annessa documentazione grafica e fotografica. Si vedrà quindi se ci sono i presupposti per nuovi scavi archeologici. L'obiettivo è comunque quello di creare un’area archeologica attrezzata fruibile da visitatori.

A prendere la parola poi il preside dell'Istituto Leonardo da Vinci, Giuseppe Guanella, che ha evidenziato i motivi che hanno spinto la scuola a partecipare attivamente all'iniziativa (appoggiata anche dalla Camera di Commercio di Sondrio) che verrà poi presentata ad Expofiera scuola a Milano il 15-18 marzo 2006. In questo quadro è stato anche messo a punto dalla scuola un calendario di incontri con gli esperti.

Giovedì 15 dicembre, ore 14.50, presso l'istituto parlerà Gianni Lisignoli, presidente dell'associazione scavi di Piuro, su "Storia e importanza dell'associazione, risultati ottenuti, iniziative attuali e aspettative sul lavoro dell'Istituto".

Il 19 dicembre alle 10.30 sarà la volta del sindaco di Piuro, Paolo Lisignoli, e del tecnico comunale, Giuseppe Cerfoglia, che tratteranno il tema “Inquadramento urbanistico del territorio comunale e prospettive dell’area dell’antica Piuro”

Il 19 gennaio, alle 14.50, interverrà lo storico Guido Scaramellini su "La Valchiavenna nel periodo storico compreso fra il 1500 e il 1700. Notizie sull'antico borgo di Piuro".

Il 26 gennaio, alle 14.50, il geologo Guido Mazzoleni interverrà su “Storia geologica delle nostre montagne e fenomeni di instabilità del suolo”

Il 9 febbraio, alle 14.50, l'archelogo Maurizio Rossi, tratterà infine il tema "Alla ricerca dell’antica Piuro: un bene archeologico da conservare e valorizzare. Quali tecniche?"

Infine l'architetto Giorgio Succetti ha preso la parola per descrivere la sua indagine, recentemente avviata, per valutare gli interventi inerenti il futuro restauro del campanile di Roncaglia che era annesso alla chiesa del '500 rimasta sepolta insieme a tutto il nucleo della vecchia Sant’Abbondio dall’alluvione del 1755. Oggi i due terzi del campanile originario sono fuori terra (24 metri in tutto). I problemi non sono strutturali ma relativi alla copertura in fogli di rame danneggiata da un fulmine. Si tratterebbe di eliminare le cause principali di degrado e segnatamente le infiltrazioni della cupola che danneggiano anche gli affreschi e le decorazioni. Secondo il tecnico anche per il pino silvestre cresciuto sulla cupola già negli anni '60 bisognerà trovare una soluzione, probabilmente andrà tagliato se il suo recupero non sarà possibile.




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