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Chiusura uffici postali

Fra decisioni prese e valutazioni in corso

di Silvia Rutigliano
23.4.2009

 

Sono 47 gli ufficili postali a rischio di chiusura nel Canton Grigioni fra il 2009 e il 2011 e, di questi, sette si trovano nelle zone italofone: nell'elenco ufficiale della Posta Svizzera figurano le sedi di Li Curt e S. Carlo in Valposchiavo, Lostallo, S. Vittore e S. Bernardino in Mesolcina, Stampa e Vicosoprano in Bregaglia.

A Li Curt e S. Carlo – la decisione è ormai presa – gli uffici saranno chiusi e i servizi postali effettuati a domicilio. A questa decisione la Posta è giunta dopo importanti trattative con il Comune di Poschiavo. L'incaricato, al momento della distribuzione della posta, potrà anche prendere in consegna, sull'uscio di casa, lettere, pacchi e versamenti. Per quanto riguarda le altre sedi del Grigioni italiano, la Posta è in fase di valutazione, in contatto con le autorità comunali. La decisione verrà presa, si dichiara, secondo "una serie di criteri molto chiari come la frequentazione dei clienti, i bacini di utenza, gli orari di apertura, i servizi più richiesti, i punti di accesso alternativi, l'accessibilità pedonale o mediante i mezzi di trasporto pubblici, l'andamento dei volumi, gli sviluppi demografici, le possibilità di cooperazione nei paesi".

Una delle soluzioni possibili, oltre a quella del servizio a domicilio, è "Posta nel negozio di paese": "Le agenzie postali – vien detto dei luoghi ove già esistono – godono già oggi di un ampio consenso tra i cittadini per il fatto di offrire orari di apertura prolungati e di essere abbinate a un altro esercizio commerciale. Grazie all'agenzia, la Posta conserva la propria presenza sul territorio, offre all'utenza orari di apertura prolungati, processi semplici e un ventaglio prodotti e servizi di un partner, il tutto all'interno di un'unica sede». Inoltre, dal primo trimestre 2010, vi si potranno utilizzare, oltre alle carte postali, anche le carte EC e Maestro. Non è escluso tuttavia che, a conclusione della valutazione e delle analisi fatte insieme agli enti locali, l'uffico venga mantenuto così com'è. Nelle trattative fra la Posta e i Comuni può anche intervenire la Commissione federale "Uffici postali". Essa è incaricata della verifica delle decisioni prese dalla Posta in merito alla chiusura o al trasferimento di uffici postali.

Su richiesta dei Comuni, la Commissione verifica se, prima di decidere la chiusura o il trasferimento di un ufficio postale, la Posta ha rispettato le condizioni sancite dalla legge e al termine di questa verifica emana una raccomandazione.
La Commissione deve in particolare fare in modo che la Posta tenga conto delle specificità regionali e che nel contempo si instauri una prassi uniforme in tutta la Svizzera. Essa svolge quindi un importante ruolo di intermediaria tra l'azienda e i suoi clienti. La decisione definitiva spetta comunque alla Posta, la quale ha dichiarato però che si impegna ad accettare i suggerimenti forniti da tale organo per gli uffici che verranno esaminati nei prossimi tre anni. Fra le ragioni che spingono la Posta Svizzera a modificare la propria rete di punti di contatto con la clientela, ci sono anche i cambiamenti di abitudini e di esigenze degli utenti: secondo informazioni fornite dallo stesso ente, tra il 2000 e il 2008 i volumi di lettere e pacchi sono diminuiti, a livello svizzero, del 46% e quelli dei versamenti del 17%.

Queste diminuzioni sono probabilmente dovute all'uso delle nuove tecnologie: le lettere sono spesso sostituite da e-mail o sms, mentre diversi movimenti di denaro possono essere effettuati da casa, via internet, dai clienti di Postfinance, i quali sono, attualmente, più di un milione. La Posta gestisce attualmente, in tutta la Svizzera, 2380 punti di accesso (di cui 2154 uffici postali e 226 agenzie) e 1123 servizi a domicilio, comprese le forme di distribuzione alternative verificate e attuate nell’anno in corso (aggiornamento al 1° aprile 2009).

Entro il 2011 verranno esaminate all'incirca altre 420 sedi. Al momento la Posta prevede di verificare ancora un centinaio di uffici entro la fine dell'anno e circa 160 ognuno dei prossimi due anni, sempre puntando su un'analisi individuale e accurata di ciascuna sede e sul dialogo con tutti i diretti interessati.




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