Una delegazione di bregagliotti ed engadinesi ha avuto la settimana scorsa un incontro con le autorità cantonali del Dipartimento costruzioni, trasporti e foreste per discutere della situazione della Strada cantonale 3 nel tratto fra Sils/Segl e Plaun da Lej.
In quel tratto vi sono ben 14 punti in cui la neve può scendere a valle sotto forma di slavine o valanghe, con pericolo sulla strada sottostante. Dunque per ragioni di sicurezza, a seconda delle condizioni meteorologiche, la strada viene chiusa al traffico, cosa accaduta ancora nello scorso mese di dicembre, e per ben sei giorni consecutivi.
Dalla Bregaglia si è mosso, quasi al completo, il Consiglio di transizione, dunque con i Comuni rappresentati, la Presidente della Regione e il Granconsigliere.
Dall'Engadina c'erano i sindaci di Segl, di Silvaplana e di St. Moritz, due granconsiglieri e tre rappresentanti del turismo e dell'economia. Da parte del Cantone erano presenti il direttore del Dipartimento costruzioni, trasporti e foreste Stefan Engler, l'ingegnere capo Heinz Dicht, e il responsabile delle costruzioni Roger Stäubli.
La delegazione ha avuto modo di presentare i problemi creati dalle ricorrenti chiusure della strada cantonale: dalle perdite economiche, che si ripercuoto su tre aree, la Bregaglia, l'Engadina e l'Italia, alla perdita di immagine, che si ripercuote sul turismo, ai disagi per la popolazione della Bregaglia riguardo all'accesso ai servizi dell'Engadina e al collegamento stradale con il Paese.
Il capodelegazione Luca Giovanoli, di ritorno dall'incontro, ha riferito le affermazioni del Direttore del Dipartimento, che riconosce la serietà del problema, si rende conto che è una situazione da risolvere, lo sta prendendo sul serio ed è intenzionato a fare qualcosa.
Infatti, per la seduta del 15 gennaio, l'Ufficio cantonale ha preparato un dossier, che esamina la situazione della Strada cantonale 3 nei suoi due tratti A3a (Julierstrasse Tiefencastel – Silvaplana) e A3b (Malojastrasse Silvaplana – Castasegna). Sono confrontati gli investimenti fatti nel ventennio 1988-2007, ed è annotato il transito: nel 2007 sono transitati sulla A3b 3'200 veicoli, con un giorno di punta di 7'800 e un incremento del 16% negli ultimi 10 anni.
Da parte cantonale, sono state fatte delle proposte concrete di soluzione. La prima è l'installazione di piloni di nuova concezione, già sperimentati a Samnaun, che offrono un sistema di rilevamento dei dati, quali le temperature, le precipitazioni e i venti, e che sono predisposti per far esplodere cariche e provocare artificialmente la slavine. Il vantaggio rispetto alla situazione attuale, è che si può agire a distanza, quindi anche con condizioni meteorologiche sfavorevoli.
A questa prima soluzione, l'Ufficio cantonale ha affiancato la possibilità di costruire alcuni tratti di gallerie semiaperte, in alcuni punti critici, o anche di costruire argini di deviazione, mentre l'ipotesi di costruire una galleria sotterranea da Sils/Segl a Plaun da Lej rimane per il momento esclusa.
La prima soluzione, che il dipartimento appoggia, costerebbe 8.8 milioni di franchi. In questo provvedimento è compreso il passaggio da Sils, in quanto i primi sei canali delle slavine, che si trovano appunto fra il bivio (rotatoria) per Sils Maria e l'ingresso a Sils Baselgia, costituiscono un pericolo ancora non controllabile: un distacco di neve, benché provocato artificialmente nelle migliori condizioni, rischia sempre di essere troppo grande e di danneggiare edifici sottostanti.
Essendo questo tratto così particolare, si propone dunque di passare sul lato destro (in senso orografico) della valle, cioè di attraversare l'Inn, e per non gravare di traffico i villaggi, provvedere alla realizzazione di una "circonvallazione invernale", poco al di là del corso d'acqua.
Questi lavori e i relativi costi possono, secondo l'Ufficio cantonale, rientrare nella programmazione 2009-2012, in quanto si utilizzerebbero i soldi già messi in preventivo per questo tratto di strada. Si prevede che essi possano essere già realizzati per l'inverno 2010-2011.
La delegazione è tornata a casa soddisfatta, informa ancora Luca Giovanoli, non soltanto per le proposte concrete presentate dal Dipartimento cantonale, ma anche per la collaborazione a solidarietà fra le due vallate Engadina Alta e Bregaglia.
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