"È affascinante entrare in una "stüa" di pino cembro vecchia di quattro o cinquecento anni: le assi si presentano ancora intatte; se si chiudono gli occhi sembra di essere ancora in mezzo a un bosco; l’albero, nonostante sia stato tagliato da secoli, continua a vivere e ad emanare un persistente arboreo profumo (arbora caesa vivit)”.
E il fascino delle stüe rivive nel pregevole volume La "stüa" nella Rezia italiana. Die Stube in italienischen Rätien, pubblicato a cura dell'Accademia del Pizzocchero di Teglio per le edizioni World Images di Sondrio e presentato martedì 5 luglio nel capoluogo valtellinese, presso la Sala delle Acque del BIM, alla presenza di un folto e interessato pubblico.
Rezio Donchi, Presidente dell’Accademia e Gianfranco Avella, già Procuratore della Repubblica e socio onorario del sodalizio - autori della prefazione da cui è tratta la citazione di apertura - hanno coordinato l’evento, che ha visto succedersi al tavolo dei lavori la Presidente del BIM Carla Cioccarelli, il curatore dell’opera Guido Scaramellini e la Presidente della Società Storica Valtellinese Augusta Corbellini.
Il volume è il quarto della "Raccolta" di monografie dell’Accademia del Pizzocchero di Teglio, preceduto da quelli dedicati, nell’ordine, alle fontane, a porte, portoni e portali e ai lavec’, le pentole di pietra ollare di Valtellina e Valchiavenna.
Ma per la prima volta l’opera esce dagli stretti confini della provincia di Sondrio e assume una dimensione transfrontaliera, per estendere il campo di indagine ai territori limitrofi della Bregaglia e della Valposchiavo e dedicare così il dovuto spazio alle numerose e significative "stüe" che ancora si trovano nei palazzi e nelle case di Bondo, Borgonovo, Brusio, Casaccia, Coltura, Poschiavo, Promontogno, San Carlo, Soglio, Stampa e Vicosoprano.
[nota: l’ordine è alfabetico; potrebbe anche essere geografico da ovest a est e allora viene: Soglio, Bondo, Promontogno, Coltura, Stampa, Borgonovo, Vicosoprano, Casaccia, San Carlo, Poschiavo e Brusio]
Corredato dalle bellissime foto di Livio Piatta, il libro presenta le schede storico-artistiche di quasi cento "stüe", precedute da alcuni saggi introduttivi di carattere storico, linguistico e antropologico. Le schede sono suddivise per area geografica, ciascuna delle quali è stata curata da esperti locali.
Il volume, gradevole e curato anche nella grafica, si presta a più livelli di lettura e risulta adatto sia alla divulgazione sia all’approfondimento e all’approccio scientifico della conoscenza delle "stüe", forse il più affascinante, singolare e tipico manufatto artistico delle nostre valli alpine.
In Bregaglia il volume sarà presentato nel corso dell'autunno 2011.

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