Ricchissima di spunti la due giorni, che si è tenuta in Bregaglia, sul trilinguismo e la situazione linguistica nel Grigionitaliano, intitolata L'italiano nei Grigioni: quale futuro? Nata dalla volontà di ricordare i dieci anni dalla pubblicazione dello studio di Sandro Bianconi, Plurilinguismo in Val Bregaglia, col tentativo di fare un bilancio sullo sviluppo linguistico in Bregaglia, è stata organizzata dal centro regionale della Pro Grigioni Italiano.
Dal Plurilinguismo di Bianconi alla scuola bilingue
Partendo dai toni catastrofici delineati nel suo studio, Bianconi ha constatato quanto la situazione in Bregaglia si sia fortunatamente potuto assestare. Se lo studio era arrivato alla conclusione che c'era il pericolo di tedeschizzazione, queste paure risultano ora essere state eccessive o meglio detto la consapevolezza linguistica è aumentata e quindi un approccio nei confronti delle lingue e alcune iniziative hanno considerevolmente migliorato la situazione. Un progetto, che corrisponde agli auspici espressi da Bianconi alla fine del libro succitato, è stato presentato da Vincenzo Todisco, responsabile scientifico del progetto Scuola bilingue a Maloja.
Questo programma ha avuto degli intenti iniziali di politica scolastica: dato che il numero di bambini diminuiva sempre piú, si è cercata una proposta attrattiva per quei genitori che avrebbero potuto trovare interessante una tal proposta. D'altro canto il progetto si è sviluppato perché il bilinguismo a Maloja non è un artefatto, ma è vissuto totalmente. La fase sperimentale durerà fino al 2008, momento in cui si passerà all'analisi e alla valutazione.
Prendendo il via da questi spunti si è sviluppata una discussione sullo stato dell'italiano nel Grigionitaliano e nei Grigioni.
In un suo intervento il presidente della Pro Grigioni Italiano, Sacha Zala, ha sottolineato quanto la salute dell'italiano non sia minacciata nel territorio storico, ma bensí nel resto del Cantone, dove sembra che la lingua italiana non sia percepita come lingua cantonale a statuto paritario con le altre. Questo fatto è anche dovuto ad un certo accomodamento linguistico degli italofoni al di fuori del proprio territorio, che li porta ad adeguarsi alla maggioranza tedescofona, scegliendo di non parlare la propria lingua, ma quella della maggioranza.
La consapevolezza del valore della propria lingua e del diritto di poterla parlare soprattutto nei rapporti con lo stato deve diventare piú evidente. Anche se parliamo italiano siamo normali, ha chiosato Zala.
L'amministrazione cantonale e numerosi enti statali, come ad esempio la Scuola cantonale, sembra non tengano in adeguato conto dello statuto paritario dei propri cittadini e quindi pretendano ai non tedescofoni prestazioni linguistiche ragguardevoli. La prima giornata a Maloja è stata seguita anche dagli studenti italofoni della Scuola cantonale, che vivono quotidianamente questo contrasto. Ci auguriamo abbiano saputo percepire gli intenti propositivi di queste giornate e siano partiti con una migliore autocoscienza linguistica.
Il trilinguismo cantonale: risultati
La seconda giornata, tenutasi a Castasegna, si è concentrata sui risultati della ricerca sul trilinguismo, guidata da Bruno Moretti. Purtroppo non si sono ancora potuti dare alle stampe i risultati di questa analisi approfondita, ma quanto esposto da Mathias Picenoni e Mathias Grünert, ricercatori del progetto, ha evidenziato una buona salute della lingua italiana nel territorio storico e un suo estendersi in usi caratteristici anche al di fuori di esso, particolarmente nell'Engadina alta. Alla tavola rotonda finale, moderata da Sandro Bianconi, sono intervenuti Claudio Lardi, Consigliere di stato, Sacha Zala, presidente PGI, Fernando Iseppi, preside della facoltà di italiano della Scuola cantonale e Constantin Pitsch, dell'Ufficio federale della cultura.
Per migliorare non solo la consapevolezza di tutti gli italofoni in riguardo alla propria lingua, ma pure per permettere una conoscenza reciproca migliore tra scolari di tutto il Cantone, Pitsch ha proposto la creazione nell'amministrazione cantonale di un ufficio responsabile per gli scambi scolastici interlinguistici cantonali. Una proposta reale che, secondo noi, vale la pena trovi presto una concretizzazione operativa.

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