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Progetto di aggregazione dei comuni

Bregaglia: da 5 a 1

di Silvia Rutigliano
10.2.2007

 

Ascolta la trasmissione Le Voci Del Grigioni Italiano 9.2.2007

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Passare da cinque comuni a uno solo: è questa l'ipotesi di partenza su cui si è lavorato negli ultimi tempi per arrivare alla stesura di un progetto completo, che è stato presentato lo scorso 2 febbraio in una pubblica serata a Vicosoprano.

Quale ne sarà il nome e quale lo stemma non si sa ancora, ma ci sono ipotesi anche per queste cose; le persone incaricate di formulare un progetto per trasformare la Bregaglia in un comune unico hanno affrontato tutti i problemi che una tale unificazione comporterebbe. Nella loro analisi della situazione, hanno discusso di finanze e tasse, di andamento demografico e di occupazione, di investimenti e di posti di lavoro pubblici, di riorganizzazione delle scuole e delle aziende comunali, dei pascoli e degli alpeggi, del destino dei comuni patriziali e della creazione di un centro culturale.

Il risultato del loro lavoro è stato presentato la settimana scorsa in una serata alla quale hanno partecipato numerosi i cittadini della Bregaglia, vecchi e giovani. Il rapporto completo sarà poi a disposizione del pubblico nelle cancellerie comunali e sul Portale Bregaglia (internet) a partire dal 20 febbraio. Al tavolo dei relatori sedevano: la presidente della Regione Bregaglia, Anna Giacometti, il presidente di Circolo, Peder Roussette, i cinque presidenti comunali, Renzo Giovanoli (Bondo), Maurizio Michael (Castasegna), Fernando Giovanoli (Soglio), Ugo Maurizio (Stampa) e Ugo Roganti (Vicosoprano), e infine l'accompagnatore del progetto, Markus Feltscher, del Centro di management amministrativo (ZVM) della Scuola universitaria per la tecnica e l’economia di Coira. Una presentazione circoscritta ai membri delle varie autorità vallerane e agli impiegati degli enti pubblici era già stata fatta il mese scorso.

Benché conchiusa, questa ipotesi di aggregazione dei comuni non è definitiva: i cittadini hanno adesso la parola per fare critiche e proposte, per esprimere dubbi, per segnalare errori o contraddizioni. Lo hanno già fatto in parte durante il dibattito nella serata di presentazione, ne avranno ancora l'opportunità nella assemblee comunali che saranno convocate su questo specifico argomento e potranno anche compilare un formulario di inchiesta che sarà distribuito nella case a cura della Regione. Raccolti tutti questi nuovi dati, gli incaricati elaboreranno il contratto definitivo di aggregazione, che sarà votato all'inizio dell'anno nuovo dalle assemblee dei cinque comuni, separatamente ma contemporaneamente. Se l'esito sarà positivo, il 2008 sarà un anno di riorganizzazione e dal 1° gennaio 2009 si potrebbe avere già un comune unico.

Come si ricorderà, lavorano a questo studio di fusione, su incarico dei cinque comuni della Val Bregaglia, due diversi comitati. Il Gruppo di lavoro è formato da rappresentanti dei comuni: due persone per ogni comune più popoloso (Stampa, Danco Dell'Agnese e Luca Giovanoli; Vicosoprano, Alberto Giovannini e Liglio Giovannini) e una per ogni comune meno popoloso (Bondo, Arnoldo Giacometti, Castasegna, Rosita Fasciati, e Soglio, Arturo Giovanoli). Il Comitato di coordinamento è invece formato dai cinque presidenti comunali (con diritto di voto), dal presidente del Circolo e dalla presidente della Regione. Un'altra persona, nomitata dalla Regione, Tosca Negrini, ha fatto, fino a dicembre 2006, da collegamento fra le due équipe. Lo ZVM accompagna lo studio e la Regione lo coordina.

Il Gruppo di lavoro si occupa della raccolta e dell’analisi dei dati e ha il compito di proporre delle soluzioni; il Comitato di coordinamento esamina ed elabora le proposte del gruppo di lavoro e si concentra soprattutto sulle questioni politiche e sulla comunicazione. Con questo rapporto scritto e con l'informazione alla popolazione, i due comitati di lavoro hanno concluso la «fase 2» del progetto. Nella «fase 1» c'era stato l'esame preliminare e la decisione di avviarlo. Ora la Bregaglia entra nella «fase 3», nella quale saranno raccolte le idee dei cittadini, sarà stilato il contratto di aggregazione e si voterà. Non sarà la prima volta che la popolazione della valle sarà chiamata ad esprimersi su questo argomento: anche lasciando da parte i cambiamenti storici sulla situazione dei comuni nella Bregaglia (ricordiamo soltanto i comuni di Sopra Porta e di Sotto Porta di epoca medioevale), soltanto nel 1971 Casaccia ha cessato di essere comune a sé e nel 1994 gli attuali cinque comuni hanno votato tutti «no» a un'ipotesi di fusione. Entro un anno si saprà com'è andata a finire questa volta.




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