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Massaggi a Castasegna

Incontro con Marcello Widmer

Silvia Rutigliano
20.11.2006

 

È arrivato in Bregaglia pubblicizzando la sua attività di massaggiatore; nel giro di un paio di mesi la gente l'ha incontrato in occasioni pubbliche, come la festa della castagna a Brentan o la presentazione del libro di Mengia Spreiter-Gallin o anche il torneo di hockey al campo sportivo di Vicosoprano. Alcune persone già hanno usufruito dei suoi servizi nello studio che ha allestito nella sua abitazione a Casa Tam, nel centro di Castasegna. Lì abbiamo incontrato Marcello Widmer per conoscerlo meglio.

Sono nato e cresciuto a Staad, vicino a Rorschach (SG), sul lago di Costanza. Ho 39 anni. Mio padre è del posto, mentre mia madre è originaria della provincia di Avellino, in Campania (I), da cui è venuta via perché si sentiva troppo stretta. Anch'io in fondo mi sono sentito troppo stretto a San Gallo, dove abito da vent'anni, e perciò ho cercato un altro posto dove vivere.

Come mai proprio in Bregaglia?
L'estate scorsa ero in vacanza con mia moglie lungo la via Spluga e ho pensato di passare a Soglio per far visita a due amici che non vedevo da 15 anni. Ho guardato la Bregaglia con il pensiero «potrei venire qui?» e mi è sembrato che si potesse. Così ad agosto sono ritornato e ho chiesto un po' in giro: al comune di Vicosoprano, poi al campeggio di Bondo, dove avevo soggiornato in luglio. La signora che era lì mi ha riconosciuto e mi ha indirizzato al suo comune, Castasegna. È stato un po' un caso che quel giorno a Vicosoprano nell'ufficio comunale non ci fosse nessuno che potesse darmi una risposta e invece a Castasegna sì. Mi hanno accolto bene, mi hanno dato delle indicazioni e poi mi sono organizzato.

Abbiamo visto i volantini nelle bacheche pubbliche e anche nella cassetta della posta.
Infatti, mi sono fatto consigliare su come far conoscere la mia attività e ho fatto stampare volantini e biglietti da visita. Per fare questo mi sono appoggiato a «punto Bregaglia – ufficio di sviluppo» e alla tipografia Crüzer. Ho anche cercato la casa dove vivere e lavorare e questa mi è parsa proprio adatta a me, con le finestre da ogni lato e belle viste su paesaggi naturali.

Perché la città le stava stretta? Di solito è il paese piccolo che sta stretto.
In città mi ero stancato dell'anonimato. Inoltre non potevo più vedere la gente, le solite facce, quegli sguardi... «Che film è?», mi domandavo. Mi sono stufato di quel niente: l'ostentazione di vestiti belli, di macchinoni... tanta esteriorità. Non so se riesco a spiegarmi; forse chi non è mai vissuto in città pensa che la gente sia sempre varia e non ci si possa stancare; invece per me la gente era diventata tutta uguale, ogni giorno, in autobus, all'uscita degli uffici: avevano tutti la stessa espressione. Molto diverso qui, dove la gente mi è piaciuta!

Ha lasciato definitivamente San Gallo?
Per adesso no: lo studio di massaggi che avevo aperto nel 1999 è ancora attivo e ci lavora mia moglie; io ci vado ancora il venerdì e il sabato ogni due settimane, ma torno sempre molto volentieri qui in Valle!

Accedi alla scheda di presentazione




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