Maloja

Maloja è passato
da luogo di alpeggio per i contadini di Stampa a centro turistico,
un villaggio con la sua scuola (bilingue italiano-tedesco dall'agosto
2005), la biblioteca (creata e curata dalla Fondazione Giovanoli),
i negozi e le strutture ricettive per il turismo invernale
ed estivo. Da un punto di vista geografico, Maloja (1'815
metri sul livello del mare) appartiene all'altopiano engadinese
e il Passo del Maloja è particolare, perché,
dopo essere saliti dalla Val Bregaglia, non si scende dall'altra
parte.
Poco più in alto, in direzione nord-ovest, si
trova la zona del Lunghin (lago, passo e cima), spartiacque
d'Europa, con le acque che scendono in tre direzioni: il fiume
Julia sfocia nel Reno e quindi nel Mare del Nord, l'Inno si
unisce al Danubio per sfociare nel Mar Nero, e la Maira, le
cui acque attraverso l'Adda arrivano al Po e quindi al Mar
Mediterraneo. A Maloja si trovano le cosiddette "marmitte
dei giganti", formazioni rocciose di origine glaciale,
oggi inserite in un percorso naturalistico curato da Pro Natura.
Da segnalare anche due edifici, fatti costruire da Camillo
Federico Massimiliano de Renesse, conte belga, negli anni 1882-84:
l'Hotel Kursaal, poi ribattezzato Hotel Palace, e la Torre
Belvedere, in pietra, falso medievale, con annessa abitazione,
non finita.
Un altro nome legato al villaggio di Maloja è quello
del pittore italiano Giovanni Segantini, di cui si può visitare
l'atelier e fare un percorso a tappe. La tomba dell'artista,
insieme a quella della moglie, si trova nel cimitero del paese.
Poco distante dal centro abitato c'è il Centro di vacanze
e formazione Salecina, frutto della Fondazione promossa negli
anni Settanta da Theo e Amalie Pinkus. All'esterno c'è una
colonna artistica, creata da Gottfried Honegger, in relazione
con le altre nove sulla diga dell'Orlegna (opera chiamata "Culur",
inaugurata nel 1997).
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